TEATRO DEL POPOLO
Colle di Val d’Elsa – Siena

Martedì 20 Ottobre – Ore 21:00
LO ZAR
di e con Stefano Massini
musiche di Luca Roccia Baldini
eseguite dal vivo con Mariel Tahiraj
scene Paolo Di Benedetto
disegno luci Manuel Frenda
suoni Andrea Baggio
costumi Elena Bianchini
produzione Teatro della Toscana

Nel 2000 Vladimir Putin racconta per l’unica volta la sua vita, lo fa pubblicamente in vista delle elezioni presidenziali. È una biografia agghiacciante, in cui egli non risparmia dettagli di violenza estrema, descrivendosi come un ragazzino teppista cresciuto per strada ma presto votato in tutto alla causa dei Servizi Segreti, da lui vissuti come un miraggio di potere e di controllo assoluto. Stefano Massini parte da quel materiale e lo unisce a spezzoni di discorsi e conferenze di Putin, oltre che alle rivelazioni di tanti saggi storici e ricostruzioni sulle ombre della sua vertiginosa scalata al potere. Ne emerge un racconto feroce e squassante, sullo sfondo del sistema sovietico in crollo che travolge tutto in un’apocalisse senza fine. Il testo – pubblicato da Einaudi e in corso di traduzione in 18 lingue – arriva sui maggiori palcoscenici italiani dopo la versione televisiva che nella primavera del 2026 ha visto Massini vestire i panni di Putin in prima serata, con un grandissimo risalto mediatico, per quello che il critico Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha definito “un monologo ipnotico che sventra i meandri della psiche di Putin… Un’operazione di rara densità”.
Giovedì 5 Novembre – Ore 21:00
LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W
di Stefano Benni
con Ambra Angiolini

La misteriosa scomparsa di W, il testo di Stefano Benni, torna in scena nella stagione 202627 con Ambra Angiolini che debutta alla regia proponendo un lavoro che definisce reale e fortemente contemporaneo per esigenze “umane”, in una forma teatrale che in questi anni l’ha fatta maturare nella qualità delle sue scelte artistiche.
Un “soliloquio di gruppo”, lo definisce Angiolini, tragicomico, buffo, amaro, luminoso e cupo, nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario di Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per ritrovare quel che le manca, per riconquistare il suo pezzo V di W.
“W” tornerà ad essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solida nelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in un mondo apparentemente troppo cinico e senza più umane ambizioni.
Giovedì 26 Novembre – Ore 21:00
ONORA I PADRI E PAGA LA PSICOLOGA
Una nuova operaccia satirica
di e con Paolo Rossi
con Caterina Gabanella
con i musicanti Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciani

“L’Operaccia Satirica della scorsa stagione prosegue la sua nuova e sacrosanta evoluzione, sempre senza rete, alla scoperta di nuovi racconti da un vissuto – anche immaginario – ricchissimo: un comico in terapia con la sua psicologa e i due fidi musicanti – che gli fanno dal vivo da colonna sonora sia nella vita che sul palco – confessa i suoi lati oscuri e onora il ricordo romanzato e l’eredità dei suoi maestri. Tutto davanti al suo pubblico.
Improvvisando il suo passato, per ricordarsi il suo e l’altrui presente. Con l’incasso pagherà la psicologa, oltre ad altri debiti per varie ed eventuali questioni in questi tempi difficili.
Chi è capace di narrare storie ha il potere di governare il mondo, che sia una nazione, un condominio, una famiglia o una coppia.
Le operacce satiriche sono creazioni stravaganti che nascono da diverse ispirazioni: la lettura dei grandi classici letterari che vengono trasformati in buffe composizioni, episodi “rubati” dalla vita vissuta e dal mio personale repertorio poi rielaborati e trasformati in poesie comiche che, grazie all’accompagnamento musicale, si tramutano in una canzonaccia popolare.
Il linguaggio è scorretto, variegato, ricco di storpiature, parole e suggestioni strane, ma facilmente comprensibili per tutti. Rimangono fondamentalmente delle storie: noi ci sforziamo di raccontarle al meglio per combattere il senso di disorientamento e smarrimento che proviamo pensando a come è governato il mondo che viviamo.
Se si smarrisce la strada, l’unica direzione è perdersi nelle nostre storie… Cantando, ridendo, ballando e ridendo ancora, e sarà proprio così che ci ritroveremo. Ad ogni modo, si ride. Tanto”.
Giovedì 17 Dicembre – Ore 21:00
IL MEDICO DEI PAZZI
Gianfelice Imparato
di Eduardo Scarpetta
regia di Leo Muscato

Il medico dei pazzi è una delle più divertenti farse di Eduardo Scarpetta, una macchina perfetta dell’equivoco.
Scritta nel 1908, racconta la disavventura di Don Felice Sciosciammocca, ricco proprietario terriero – un po’ ignorante, molto ingenuo e irrimediabilmente provinciale – che da anni finanzia gli studi di suo nipote Ciccillo. È convinto che il ragazzo si sia laureato in medicina e diriga un prestigioso manicomio. Peccato che Ciccillo, invece di studiare, abbia sperperato tutto in divertimenti e gioco d’azzardo, collezionando debiti e creditori.
Quando Don Felice decide disorprenderlo e si presenta a Napoli con la moglie, il nipote, preso alla sprovvista, inventa una menzogna colossale: la Pensione Stella, dove vive, non è una semplice pensione, ma un rispettabile istituto psichiatrico. Don Felice, vedendo gli eccentrici ospiti della casa, si convince che siano pazienti. Da lì in avanti, la commedia precipita in un vortice di equivoci e situazioni paradossali, entrati nella memoria collettiva del teatro napoletano.
Venerdì 29 Gennaio – Ore 21:00
HOSPITALITY SUITE
di Roger Rueff
traduzione italiana di Paola Ponti e Paola Ermenegildo
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Roger Rueff
regia Francesco Scianna
con Francesco Scianna, Sergio Romano, Lorenzo Crovo, Fabrizio Romano

Hospitality Suite è un’opera teatrale scritta da Roger Rueff, un testo che affronta con acume e profondità i temi dell’identità, della moralità e delle scelte di vita. Ambientata in una suite d’albergo durante una convention aziendale, la pièce segue tre venditori di un’importante compagnia industriale che cercano di conquistare un potenziale cliente cruciale per le sorti dell’azienda.
Il dialogo serrato tra i personaggi svela poco a poco le loro vulnerabilità, ambizioni e illusioni, offrendo al pubblico uno spaccato umano che va ben oltre la superficie professionale. Una riflessione attuale e potente sul lavoro, le relazioni interpersonali e le domande esistenziali che ognuno si pone nel corso della propria vita.
“Hospitality Suite” è uno spettacolo che tocca l’anima e il cuore dello spettatore. Un’occasione unica per vedere in scena un testo di rara profondità e attualità, interpretato da uno degli attori più talentuosi del panorama teatrale italiano.
Mercoledì 9 Febbraio – Ore 21:00
FRANCISCUS
Il folle che parlava agli uccelli
di e con Simone Cristicchi
scritto con Simona Orlando
canzoni inedite di Simone Cristicchi e Amara
musiche e sonorizzazioni Tony Canto

Franciscus, il rivoluzionario.
Franciscus, l’estremista.
Franciscus, l’innamorato della vita.
Franciscus, che visse per un sogno.
Franciscus, il folle che parlava agli uccelli.
Franciscus, che vedeva la sacralità e la bellezza in ogni volto di persona ma anche di animale, e non solo in essi ma anche nel sole, nella morte, nella terra su cui camminava insieme agli altri.
In cosa risiede l’attualità, del suo messaggio?
Cosa può dirci la filosofia del “ricchissimo” di Assisi, nella confusione della modernità affamata di senso, nelle promesse tradite del progresso?
Franciscus è il nuovo spettacolo di Simone Cristicchi dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. Dopo il grande successo ottenuto in tutta Italia, con oltre 60.000 spettatori e l’apprezzamento unanime di pubblico e critica, lo spettacolo prodotto dal Centro Teatrale Bresciano continua a toccare il cuore con la sua forza poetica e spirituale. Tra riflessioni, domande e canzoni inedite – che portano la firma dello stesso Cristicchi e della cantautrice Amara – l’artista romano indaga e racconta il “Santo di tutti”, che è stato innanzitutto un uomo in crisi, consumato dai dubbi, un laico che imparava facendo, si perfezionava incontrando, e il cui esempio riuscì ad attrarre una comunità, ma non senza destare sospetti di alcuni del popolo. Uno in particolare, Cencio, stracciaiolo girovago, inventore di una lingua solo sua, osservatore critico del viaggio di Francesco, interpretato dallo stesso Cristicchi.
Al centro di questo spettacolo, il labile confine tra follia e santità, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco. Ma anche la povertà, la ricerca della perfetta letizia, la spiritualità universale, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato. Temi che nel frastuono della società in cui viviamo diventano ancora più urgenti e vividi.
Sabato 27 Febbraio – Ore 21:00
SCARAMUCCIA
Una Commedia dell’Arte
con Sara Allevi, Marie Coutance, Anna De Franceschi in alternanza con Eleonora Marchiori, Marie-Anne Favreau, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone, Valerio Zaina, Marco Zoppello
soggetto originale e regia di Marco Zoppello

Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere inizio il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turcoveneziana è alle porte, Pantalone de Bisognosi, ricco colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma quello che né Pantalone né Ortensia sanno è che Don Alonso, come un novello Casanova, ha promesso il proprio cuore a Flavia, giovane veneziana di lui innamorata. In una lasciva notte veneziana, Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio. Scaramuccia ne assume l’identità e parte in direzione di Candia (così era allora chiamata Creta), inseguita da Flavia che, in abito di soldato Francatrippa, giura che avrà presto vendetta. A Candia la situazione precipita, tra fraintendimenti e scambi di persona, con Ortensia, figlia di Pantalone che si innamora del Conte Claudio, tenente della guarnigione, su cui ha messo gli occhi anche Margot, cortigiana francese con un enorme debito nei confronti di Pantalone. Se ci aggiungiamo una servetta spagnola di nome Juanita, sbadata almeno quanto il suo innamorato Arlecchino, ecco che si completa la ricetta per una commedia degli equivoci in piena regola.
In questo mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, un intrecciarsi di culture, di colori e di suoni, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la storia e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi dalle alte vele e le solide mura dell’isola di Creta.
Venerdì 5 Marzo – Ore 21:00
ERANO TUTTI MIEI FIGLI
di Arthur Miller
regia di Elio De Capitani
traduzione Masolino d’Amico

Lo spettacolo ci porta nel cuore della vita della famiglia Keller. Siamo sulla soglia della loro ricca casa borghese, immaginata dallo scenografo Carlo Sala come una sorta di patio circondato da un fitto bosco, un luogo tra l’interno e l’esterno che lascia intuire l’intimità delle stanze, ma tiene celati i segreti. E si scoprirà che in questa famiglia molto è stato nascosto.
Joe Keller e sua moglie Kate hanno due figli, partiti in guerra come tanti della loro generazione: il maggiore, Larry, è dato per disperso da ormai tre anni e solo la madre non accetta l’evidenza della sua morte; il secondogenito, Chris, è invece tornato a casa, segnato da terribili esperienze, ma determinato a guardare al futuro, a una possibile esistenza felice che immagina insieme ad Ann, la ragazza che era fidanzata con suo fratello.
La vita, apparentemente, ha ripreso il suo corso lasciandosi alle spalle gli incubi del passato. Joe è stato assolto dall’accusa di avere venduto all’aviazione americana pezzi di ricambio difettosi (una fornitura che ha causato la morte di ventuno piloti!) e, senza troppi dubbi morali, ha fatto i soldi con la guerra; al contrario, il suo ex socio è stato condannato e sta scantando ancora la sua pena. Ma inesorabilmente le bugie attraversano le generazioni e riaffiorano per chiedere il conto.
Nella messinscena di De Capitani tutti questi personaggi ci appaiono tanto più giganteschi, quanto più rivelano le piccolezze dell’essere umano.
Mercoledì 17 Marzo – Ore 21:00
BARTALI ALL’INFERNO
di Sergio Pierattini
con Alessandro Benvenuti, Massimo Reale, Camilla Diana
regia Manuela Mandracchia

Lo spettacolo “Bartali all’Inferno” racconta l’epico scontro tra due visioni del mondo: quella del Maggiore Mario Carità, torturatore nazi fascista e quella di Gino Bartali, campione sportivo ed eroe della Resistenza.
Nel 1943 Bartali viene “convocato” dal Maggiore Carità in una delle celle di “Villa Triste”: la cupa residenza dove vengono interrogati e torturati i membri della Resistenza e dove le urla dei partigiani giungono all’esterno coperte dalle note di un pianoforte suonato giorno e notte.
Per Mario Carità il ciclista fiorentino, che non si è mai iscritto al Partito Fascista e che si è sempre rifiutato di festeggiare i suoi trionfi dedicando la vittoria al Duce, è persona sospetta. Quello che più lo spinge ad indagare sono i continui allenamenti di Gino tra Firenze ed Assisi nonostante tutte le gare siano sospese a causa della guerra.
E il crudele Maggiore ha perfettamente ragione: Gino finge di allenarsi tra l’Umbria e la Toscana mentre trasporta, nascosti sotto il sellino della bicicletta, documenti contraffatti da far arrivare a profughi in fuga dall’Italia. Senza contare che ospita nella cantina di casa sua una famiglia di ebrei: i Goldenberg.
Azioni che porterebbero a fucilazione immediata.
Da questo episodio realmente accaduto prende spunto la pièce teatrale scritta da Sergio Pierattini che racconta il drammatico interrogatorio in cui Mario Carità, comandante dei Repubblichini di Salò di stanza a Firenze, cerca di costringere Gino Bartali a rivelare quale sia il suo ruolo nella Resistenza e i nomi dei suoi complici. Il risultato è un testo carico di tensione in cui Bartali si dibatte per sottrarsi agli inganni e alle pressioni crescenti a cui Carità e la sua giovane e seducente figlia lo sottopongono per spingerlo a confessare. Nella cella di “Villa Triste” si consuma una lotta che mette in campo i temi esplorati dalla tragedia greca dove i personaggi sono “valori incarnati” che si fronteggiano e si combattono. Dove il prevalere dell’uno o dell’altro può cambiare la storia del mondo.
Per quanto fatto durante la Resistenza Gino Bartali è stato dichiarato dallo Stato di Israele “Giusto tra le Nazioni” e, nel 2006, gli è stata concessa dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi la Medaglia d’oro al merito civile alla memoria.
Domenica 4 Aprile – Ore 21:00
RACCONTI, SOLO RACCONTI
testo e regia Ugo Chiti
Con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini

Il titolo Racconti, solo racconti è per suggerire una scrittura in bilico tra narrativa e drammaturgia.
La “soggettiva” di un personaggio o “l’oggettiva” di uno sguardo esterno sono sempre al centro di una vicenda che consegna allo spettatore una vita privilegiando il tono colloquiale della narrazione e riducendo all’essenziale l’azione teatrale.
La guerra – l’infanzia – la condizione femminile – l’imprevedibilità dell’amore sono i temi delle vicende narrate.
La casa dopo il ponte, la bambina dei ranocchi, la magliana, lo sbandato sono i titoli che siglano le diverse storie. Il tono della scrittura varia secondo la vicenda, dalle cadenze quasi liriche de la casa dopo il ponte all’asciuttezza bassa e spietata de la magliana. Una drammaturgia che è comunque legata a tutta l’esperienza di Chiti con la sua Compagnia, una sorta di summa del lavoro svolto in comune in questi venti anni di collaborazione.
Tutte le storie hanno in comune l’attenzione alle peculiari sonorità della lingua toscana e l’aspetto visionario e vagamente gotico del soggetto.
TEATRO CON GUSTO

6Con il progetto “TEATRO CON GUSTO” le attività del comitato
Risto & Bar Colle offrono ai clienti del TEATRO DEL POPOLO
un servizio di collaborazione per la stagione 2025-2024.
Esibendo il biglietto o l’abbonamento teatrale sarà garantita la
puntualità sulla prenotazione, offerte e sconti su aperitivi e cene,
per rendere più piacevoli e confortevoli le serate di spettacolo.
Per il Prima Spettacolo
Ristorante Locanda di Berto e Giangio
P.zza Bartolomeo Scala 8
Tel: 3478304394
Ristorante Bel Mi Colle
Via Garibaldi 56
Tel: 0577922837
Ristorante la Venezia
Via Guglielmo Oberdan 5
Tel: 0577921260
Pizzeria il Torchio
Via Usimbardi 7
Tel: 0577921185
Ristorante Le Grazie
Via Volterrana 4
Tel: 0577958065
Ristorante il Casato
Via Piemonte 21
Tel: 0577921106
Vineria la Dama Juana
Piazza Bartolomeo scala 11
Tel: 0577 1481070
Bottega Roots
Piazza Unità dei Popoli 1
Tel: 345 2353240
Molino il Moro
Via della Ruota 2
Tel. 0577 1440029
Prima e dopo lo spettacolo
pizzeria Gimmi Gio ‘
Via Garibaldi 16
Tel: 0577923523
Ristorante Galea
Viale dei Mille 91
Tel: 3757439028
Aperitivi:
Caffè il Cantuccio
Via dei fossi 14
Tel 0577 043459
Caffè Garibaldi
Piazza Arnolfo
Tel 0577 920082
Armonia del Gusto
Via Martiri della Libertà
Tel 0577891752
Gelateria Artigianale Acropolis
Via Vicolo dei Bagni 2
Tel: 0577922422
Follie di Arnolfo
Loc San Marziale
Tel: 0577929683
Dopo lo spettacolo (Meglio su prenotazione)
Pizzeria Luna di Saturno
Via dei fossi 52
Tel: 0577 920115
Pizzeria Santa Caterina
Piazza Santa Caterina
Tel: 0577 922451
A tutti gli abbonati su prenotazione sarà garantito l orario ,per la visione dello spettacolo.
Ogni locale a scelta proporrà le proprie offerte o promozioni.
LA PROGRAMMAZIONE CINEMATOGRAFICA
Il calendario degli appuntamenti al Cinema al Teatro del Popolo
IL TEATRO DEL POPOLO
Il Teatro del Popolo di Colle val d’Elsa è una struttura storica ristrutturata nel 2009 e adibita a sala cinema, teatro e spettacoli musicali.

IL TEATRO
Il Teatro del Popolo dispone di un’ auditorium storico rinnovato nel 2009, con una capienza di 780 posti.

IL SALONCINO
La nuova sala cinematografica del Teatro del Popolo
LA STRUTTURA & LA STORIA
Rinnovato nel 2009, Il Teatro del Popolo è una struttura che ospita 780 posti.
DOVE SIAMO
Piazza Unità dei Popoli 2, Colle val d’Elsa, Siena






